Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

F.Nietzsche

  Esempi Javascript: esempio pratico

 

 

siamo angeli con un’ala sola...

Il “viaggio”, può iniziare oppure no.

Si può interrompere.

Può essere breve o lungo.

Una sola cosa è certa: ognuno, inconsapevolmente e inesorabilmente tenderà a ritornare allo stesso punto da cui è partito.

Il percorso ideale è quello circolare, attraverso sentieri prestabiliti, ma esistono innumerevoli altre possibilità e scorciatoie.

Taluni restano fermi come rocce in un punto preciso del  percorso, ma è certo che chi non si reca verso il proprio destino questi impietoso lo travolgerà.

Il Preludio alla vita è il “nulla” scandito dall’assenza del tempo.

La vita non “è”.

Eppure potrebbe capitare proprio a te, chiamato a dover sorridere, a piangere, a godere, a soffrire, a correre o a non poterlo fare...

Non avrai scelta. Nascerai ! ! !

L’Armonia della tua esistenza è testimoniata dalla condizione di “Angelo”.

Ti spunteranno, pian piano, un paio d’ali che ti daranno l’illusione di onnipotenza e di autosufficienza.

Non rispondi che al tuo angelo, perché sei come lui. Pulito.

I tuoi occhi non guardano oltre ciò che vedi, non vuoi oltre quello che chiedi.

Fino a quando la Tentazione ti prende, con un “Desiderio” forte che ti domina.

Le tue ali si indeboliscono.

Conservane almeno una perché possa ancora volare cercandone un’altra della stessa dimensione della tua.

Custodiscila per poterti innalzare ogni tanto di qualche centimetro, conscio che potrai cadere più di quanto potresti fare senza.

La gioia delle prime scoperte le pagherai con il Delirio della “Solitudine”.

L’avverti proprio quando stai tra gli altri.

La senti arrivare quando avverti la sensazione di essere stato abbandonato in un punto periferico dell’universo.

Chi mai sa che esisti?

Spandi germi di te perché possa germogliare, forte e possente, la tua essenza.

La maturità, la raccogli tra i Frammenti della tua storia attraverso il “Ricordo”.

Messi ordinatamente insieme ti daranno l’esatta dimensione della tua grandezza.

Se ti sfugge la logica ti ritroverai con un pugno di cocci, da buttare insieme alla tua esistenza intera.

Ripercorrerai sentieri già battuti per meglio comprenderli. Non ti ci fermare mai, ti perderesti nei meandri del desiderio o in quelli della solitudine.

Devi scegliere!!!

Finché la Psiche si impossesserà del tuo corpo e ritroverai la “Pace”, quella breve pace che ti farà assaporare con altro gusto il sapore della vita.

Sarai tentato a pensare che lo scorrere della vita dovrebbe essere invertito. Tanta voglia e poca forza per distribuire saggezza.

Ma la più grande aspirazione del sapiente è quella di crescere esclusivamente per se stesso.

Il culmine della vita è riassunto nell’ Assioma che ti condurrà finalmente e definitivamente alla “Verità”.

Ti ricongiungerai col nulla, ma avrà un nuovo significato, più denso di consapevolezza.

Chiudi il circolo e raggiungerai l’immenso infinito.

Hai finalmente recuperato quell’ala che disperatamente hai cercato, comprato, rubato, strappata.

E’ tua, nessuno potrà più portartela via.

Non dovrai più aver paura.

Non dovrai più fare...

...neanche essere!

 

 

Undicisei!!

Un germoglio,

piccolo, delicato e fragile.

 

Col calore degli sguardi

può sbocciare meraviglie.

Mentre al gelo innaturale

appassisce senza frutti.

 

Colorami d’intenso,

di tinte forti offuscami.

 

La tua luce permea forte

il mio fragile destino.

Ora dimmi senza indugi:

tu, però...…un dì ci sei??

 

 

2001, odissea nello spazio

Uno spazio immenso mi separa dal mio più recente passato.

Uno spazio incolmabile si è frapposto improvvisamente tra la mia storia e tutto il resto.

Lascio lì la mia testa, il mio cuore, i miei giorni sereni, quelli terribili, i miei successi, i miei dolori.

La mia storia.

Un terribile avventura umana mi attende.

Peccato non sia avvenuta prima.

Un senso di vuoto mi prende e mi rende consapevole di quanto terribilmente opportuno sia il destino,

di quanto meravigliosamente necessaria sia la sofferenza perché si pervenga, giorno dopo giorno,

passo dopo passo, verso quella belva feroce che è la conoscenza.

Guardala, conoscila, avvicinala, accarezzala. Con circospezione, è vorace.

Impara a conviverci, potrebbe doverti difendere.

Non sfuggirla, non volgere lo sguardo altrove, non offenderla, ti rincorrerebbe, ti dilanierebbe.

 

La verità...

...è sempre a un passo da esser raggiunta.

Mi ci sento vicino, l’afferro, mi sfugge.

La rincorro, raggiungo la meta.

Mi fermo. La vedo.

Mi rvolta le spalle e scompare.

Poi per caso intravedo distante

in un angolo sperso di mondo

la flavente freschezza marina

che ridona sorriso al mio cuore.

Ci riprovo, fosse anche per solo un istante

a donarmi la gioia di dare

l’emozione più pura che c’è.

 

stella

Vorrei sdraiarmi con te, sotto un tetto di stelle,

per vederti serena.

Vorrei poterti stringere la mano, forte,

in modo da sentire la tua concedersi alla mia richiesta.

 

Vorrei poterti guardare negli occhi,

con la certezza di non vederti  distrattamente confusa.

 

Vorrei vederti assopire,

con la mia mano che ti disegna i contorni del viso.

 

Vorrei poterti rincorrere e fermare,

ma la tua mente è più lesta delle mie gambe.

 

Vorrei fossi più stella, brillante e regolare,

piuttosto che cometa, abbagliante e evanescente.

 

Vorrei sentire il tuo cuore,

sincronizzato con il mio.

 

Vorrei dirti tutto quanto vorrei darti,

senza aver paura delle tue paure.

 

Vorrei poterti leggere questi versi,

prima di vederli ridotti in mille pezzi.

 

VOGLIO avanti tutto tu ci sia…

…perciò tanti vorrei.

 

 

 

... possiamo volare solo restando abbracciati.

Assaporo il dolce gusto del “non essere” e attraverso un percorso circolare, ritorno lontano nello spazio.

A ritroso, seguo la stessa via che mi ha condotto a voi.

Sereno e  beato, seguo la via inseguita una vita intera.

L’ho rincorsa, raggiunta, afferrata. Mille volte mi è sfuggita.

Ora finalmente percepisco il vero senso dell’esistenza.

Eppure la leggerezza del mio corpo l’ho avvertita tante altre volte.

Mai così intensamente, mai altrettanto bene.

Ridatemi l’ala, perchè possa ritornare a volare.

Ora “mi basto”, sono sufficiente a me stesso.

Puro, candido, vero e pulito.

Cosa ci spinge a vagare una vita intera alla ricerca di quanto possediamo.

Uno stretto tunnel, buio e lungo mi conduce lontano da voi, ma vicinissimo a me stesso.

Finalmente mi tocco, mi guardo dentro. Trasparente.

Mi sollevo per osservarmi dall’alto.

Mi riconosco.

Evanescente. Essenziale. …Enorme.

Esclusivamente privo di forma, perciò bello.

Non è percepibile la differenza con il resto dell’esistente. Entro a far parte del ciclo infinito non essendo null’altro che “nulla”.

Non avverto gli altri se non come entità astratte.

Son tutt’uno col “tutto”.

Io stesso sono gli altri.

Percepisco l’infinito perchè io stesso sono l’“infinito”.

Percepisco Dio perchè io stesso sono “Dio”. Senza una forma e senza una dimensione.

Solo una grande forza.

Non ha più senso la vita perchè è immensamente grande il senso del “non esserci”.

 

 

L'amore si può mendicare, compare, regalare,

si può trovarlo per caso sulla strada,

ma non si può estorcere.

Hermann Hesse (Siddartta)

 

Non so nessun nome che il tuo,

non posso piangere per nessun dolore

e per nessun piacere

che per te, mio cuore.

Hermann Hesse